I cinque criteri per valutare le perle

Partiamo da una certezza assoluta, che esistono due categorie principali di perle usate in gioielleria:

le perle naturali d’acqua salata (molto rare e decisamente le più pregiate in assoluto).

e le perle coltivate in acqua dolce (quelle più comuni in gioielleria).

Come si formano

Le perle naturali, sono di natura organica e nascono all’interno di un mollusco perlifero (ostrica) che per difendersi dall’ingresso di un corpo estraneo, inizia a produrre sottili strati concentrici di nacre, meglio conosciute come madreperle, la stessa sostanza organica che costituisce la conchiglia.

Solo dopo qualche anno si potrà ammirare lo straordinario risultato: una meravigliosa perla naturale.

Le perle naturali d’acqua salata presenti oggi nel mercato sono davvero poche (circa l’1%) e sono scoperte casualmente dai pescatori di molluschi.

Mentre le perle coltivate sono ugualmente naturali ma fatte crescere artificialmente inserendo all’interno dell’ostrica un nucleo, in modo da facilitare e accelerare il processo di creazione della perla.

Gli elementi di valutazione di una perla

  1. Dimensione
  2. Forma ed Omogeneità
  3. Colore
  4. Aspetto della superficie
  5. Oriente

La dimensione

La dimensione è il primo elemento su cui valutare una perla, “ricorda” a parità di altri fattori, più la perla è grande e maggiore sarà il suo valore.

L’unità di misura delle perle è il millimetro (mm), ed è possibile facilmente misurare il suo diametro con un calibro millesimale.

La forma

Di seguito sono elencati tutti i formati di perle esistenti:

  • Sferica
  • Ovale
  • Ovaloide
  • A bottone
  • A goccia
  • A pera
  • Anellata
  • Gemellata
  • Fantasia
  • Barocca
  • Semi barocca

Il colore

Il colore di una perla è dato da due fattori: dal colore di base e dalla sfumatura.

L’osservazione viene effettuata dall’alto, su un fondo bianco o grigio con una illuminazione “a luce nordica diffusa”.

Il colore di base viene osservato lungo la circonferenza o in prossimità della zona perimetrale.

La sfumatura è osservata invece al centro della zona i cui si riflette la luce.

Le perle si presentano con infinite combinazioni di colori e sfumature, ed è quindi impossibile creare delle vere e proprie categorie. Di seguito sono elencati i quattro colori principali di base: Bianco, Rosa, Crema, Giallo e Grigio ( le perle grige si trovano solitamente nelle zone dove la sabbia è scura).

Le sfumature più comuni spaziano sul rosa e rosa-verde.

Aspetto della superficie

Le perle essendo pur sempre un “materiale organico” e quindi naturali non presentano mai una superficie perfettamente liscia ed omogenea.

Quindi esaminando una perla sotto una luce diretta noterai sicuramente delle striature o piccole bolle in rilievo, questi sono elementi rassicuranti che rafforzano l’ipotesi che la perla è vera quindi autentica.

NOTA BENE

Quanto più la superficie della perla è perfetta, più è pregiata.

Oriente della perla

L’oriente di una perla è l’insieme di elementi ottici (dispersione, rifrazione, riflessione, interferenza e diffusione della luce) che si notano tramite l’uso di luce bianca diffusa osservando la perla su un fondo bianco o grigio uniforme.

Se percepisci un insieme di colori “in movimento” stai osservando l’oriente della perla. Che solo un tecnico esperto è capace di valutarlo in:

Ottimo – Buono – Discreto – Scarso.

Come riconoscere una perla falsa

Data la nostra esperienza di tanti anni nel settore della gioielleria, vogliamo omaggiarti del metodo più veloce che anche noi usiamo per riconoscere velocemente se una perla è autentica oppure falsa.

La prova consiste nel grattare con una piccola lima o anche con la lama di un coltellino la superficie della perla (se ha il foro è meglio in prossimità del foro in modo da non rovinarla) per capire subito se è rivestita di vernice o prodotti analoghi.

Se così fosse noterai immediatamente la vernice screpolarsi e sotto un’eventuale copertura, la perla finta (solitamente di plastica trasparente).

In questo modo riuscirai a capire immediatamente se è una perla autentica oppure falsa. Se invece la perla è naturale nel momento in cui andrai a grattare noterai che la superficie della perla si sfalda (l’effetto è identico a quando gratti su un osso di seppia).

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Buona giornata

 

 

 

 

 

PERCHE’ SCEGLIERE UNA FEDE UNOAERRE

La fede è un cerchio perfetto, è fatta così per non interrompersi mai…

si indossa all’anulare sinistro dove passa secondo un antica leggenda, la VENA AMORIS collegata direttamente al cuore.

E’ l’anello più PREZIOSO della vita, lo stesso che fin dall’antichità ha celebrato il rito nuziale rappresentando amore e fedeltà.

In questo articolo esprimiamo il nostro punto di vista riguardo l’acquisto della tua fede matrimoniale [Buona Lettura]

UN’ESPERIENZA DI QUASI 100 ANNI

UnoaErre vanta un’esperienza nel campo delle fedi nuziali maturata in tantissimi anni di attività. Il brand è specializzato nella realizzazione di fedi dal 1926 ed ha fornito anelli per il matrimonio ad oltre il 70% delle coppie italiane sposate.

In Italia, nonostante il calo dei matrimoni, più di 200.000 unioni sono state celebrate suggellando la promessa di matrimonio con fedi Unoaerre.

IMPEGNO IN QUESTO SETTORE

L’azienda ha focalizzato negli anni tutto il proprio impegno nel settore delle fedi, tanto da utilizzare il simbolo di due fedi stilizzate come marchio di fabbrica, e mettendo a punto un processo di lavorazione che seppur appaia come uno tra i più elementari è invece una vera e propria sfida produttiva per creare un Gioiello di uso quotidiano capace di mantenere inalterate nel tempo tutte le caratteristiche di bellezza, lucentezza e resistenza.

LA FEDE UNOAERRE E’ RICONOSCIBILE

La Fede Unoaerre è riconoscibile grazie al punzone ✩1AR che è posto all’interno del gambo di ogni anello. Inoltre, è presente in ogni anello il marchio del titolo 750 dove “750″ indica i millesimi di oro puro contenuti nella lega.

Se anche tu vuoi sfoggiare il giorno più IMPORTANTE della tua vita il MEGLIO IN ASSOLUTO non puoi fare a meno di una fede UnoaErre!!!

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Come riconoscere un diamante falso

Esistono diversi metodi che ci permettono di riconoscere se un diamante è vero o falso. Di seguito sono elencati i metodi più affidabili:

Conoscere il peso

Innanzitutto bisogna conoscere il peso corrispondente a 1 carato che equivale a 0,20 grammi, quindi con l’aiuto di una bilancia di precisione pesa la tua pietra, tenendo conto che un diamante da 1 ct pesa 0,20g, mentre uno zircone pesa più del doppio!

Prova del vetro

Anche se il diamante è montato su un anello, su degli orecchini o su un pendente, prova a sfregarlo su una lastra di vetro in modo da graffiare il vetro, se è autentico il diamante non subirà nessuna conseguenza (graffi o rotture) . Ricorda i diamanti sono le pietre più dure al mondo!

Prova della carta abrasiva

Procurati un foglio di carta abrasiva e sfrega su una parte della pietra, il diamante non subirà mai nessun graffio a differenza dei zirconi e di altre gemme.

Prova del giornale

Questa è senza dubbio la prova più veloce e semplice, alla portata di tutti senza essere dei gioiellieri esperti. Posiziona il diamante sciolto su un foglio di carta di giornale o sulla pagina di un libro. Posiziona la pietra direttamente sulla parte del testo a tavola in giù (cioè con la punta rivolta verso l’alto) e poi guarda il diamante. Riesci a vedere tutte le righe del testo? Il testo è ingrandito nella pietra? Se la tua risposta è sì, non hai un vero diamante. I diamanti veri rifrangono la luce e non possono essere usati come una lente di ingrandimento. Questo è uno dei modi più semplici per l’individuazione di un diamante falso.

Prova della luce

Usando una piccola luce brillante di una pila o di un altra fonte concentrata di luce (laser), prova a far brillare la luce attraverso la pietra. Se riesci a vedere attraverso l’altro lato, non stai guardando un diamante vero. Se fosse un diamante vero, si dovrebbe vedere solo ed esclusivamente un alone attorno alla pietra.

Prova di appannamento con il respiro

Grazie alla sua composizione naturale, il diamante è un conduttore eccellente di calore. Prova ad alitare sopra al diamante, se compare la condensa, allora hai un diamante falso.

Dual tester prova brillanti e moissanite

Se dopo aver effettuato tutte le prove sopra descritte, vuoi la certezza assoluta ti consiglio di acquistare un tester professionale prova brillanti e mossanite (pietra naturale molto simile al diamante) che ti da in un solo secondo la certezza se la pietra esaminata è un diamante, una moissanite o una pietra imitazione. Per un test corretto la punta dello strumento deve poggiare perpendicolarmente sulla faccia più grande della pietra. Il test può essere fatto su pietre di qualsiasi caratura, montate o no. Per maggiori informazioni sul tester clicca quì.

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L’unità di misura dei gioielli in oro:

Quando l’oro è in lega con altri metalli, la sua purezza si misura in carati o in millesimi. Di seguito sono elencate tutte le carature reali dei gioielli:

8 CARATI = 333 MILLESIMI DI GRAMMO = TITOLO 333
12 CARATI = 500 MILLESIMI DI GRAMMO = TITOLO 500
14 CARATI = 585 MILLESIMI DI GRAMMO = TITOLO 585
18 CARATI = 750 MILLESIMI DI GRAMMO = TITOLO 750
22 CARATI = 916 MILLESIMI DI GRAMMO = TITOLO 916
24 CARATI = 999 MILLESIMI DI GRAMMO = TITOLO 999

Per quanto riguarda le leghe d’oro il termine carato assume un’accezione differente dall’unità di misura dei diamanti delle gemme e delle perle, mutandosi con il termine “purezza” che quantifica le parti d’oro presenti su base 24/24 o 1000/1000. Nel caso delle leghe d’oro dunque un “carato” equivale ad una parte d’oro su un totale di 24 parti di metallo costituente la lega. Ne deriva, ad esempio, che la dicitura 18 carati sta ad indicare che la lega è costituita da 18 parti d’oro puro e 6 parti di altri metalli e viene abbreviato con le sigle ct o kt o prevalentemente con la sola k spesso affiancata al numero senza alcuno spazio, ad esempio 18k. L’oro di massima purezza è dunque a 24 carati cioè 24 parti d’oro “puro” su 24 totali e si indica con la sigla 24k.

Il termine carato come unità di misura dei diamanti

Il carato viene usato anche come unità di misura dei diamanti e delle pietre preziose, 1 carato equivale a 0,2 grammi

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Cosa devi sapere prima di andare a cambiare il tuo oro

In questo articoli vogliamo fornirti preziosi consigli da sapere prima di andare a rottamare i tuoi gioielli che non usi più:

Come viene stabilito il prezzo di mercato dell’oro

Il prezzo dell’oro detto (Fixing di Londra) viene fissato da 5 grandi istituti bancari e consiste nella determinazione di una quotazione ufficiale del metallo. Il Fixing di Londra viene stabilito due volte al giorno ore (10:30 e 15:00) così come quello del platino e del palladio (9:45 e 14:00) orario di Londra. Viene utilizzato a livello internazionale come riferimento per le transazioni spot e per i contratti derivati (futures, opzioni e altro)

Cosa devi fare prima di cambiare il tuo oro

La prima cosa che ti consiglio di fare è informarti sul prezzo attuale di mercato dell’oro, ci sono numerose società che offrono questo servizio, io ti consiglio le seguenti:

Voglio precisare che il prezzo del metallo (Oro, Argento, Palladio, Platino ecc) che andrai a consultare, si riferisce sempre al metallo puro (24 carati o 999/1000) illustrato in valute ed unità di misura differenti.

EUR/gr – Euro al grammo

USD/oz – Dollari all’oncia

Una volta a conoscenza del prezzo di mercato devi conoscere la caratura dei tuoi gioielli che vuoi cambiare (per sapere la caratura dei tuoi gioielli clicca quì) in modo da poter fare il calcolo del prezzo.

Come avviene il calcolo del prezzo del tuo metallo da parte dei Compro Oro

Supponiamo che hai 10 grammi di oro da voler cambiare, controllato anticipatamente caratura, autenticità del metallo e cosa molto importante eliminato qualsiasi ornamento annesso (pietre, smalti, serigrafie ecc.)

Il calcolo che devi fare è:

Prezzo dell’oro puro:  es. € 35,00 al grammo (in base alla quotazione di giornata)

Caratura dei gioielli: es. 18Kt o 750/1000

Commissioni dei Compro oro: possono variare da € 0,60 a € 2,00

Totale prezzo in contanti: tit.750/€35-€0,60= € 20,82 al grammo x 10gr = € 208,20

Quindi facendo questo semplice calcolo riuscirai a sapere in anticipo la valutazione in euro dei tuoi gioielli che hai intenzione di permutare.

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Differenza tra oro giallo e oro bianco

Visto che si danno tante informazioni improprie su questo argomento, in quest’articolo vogliamo specificare la basilare differenza tra oro giallo e oro bianco, buona lettura!

Iniziamo con alcuni cenni sulle origini dell’oro, devi sapere che l’oro si trova allo stato nativo nelle rocce e nei depositi alluvionali sotto forma di pepite, grani e pagliuzze e al suo stato naturale è estremamente duttile e malleabile.

Proprio a causa della sua malleabilità, l’oro puro (999/1000) è inutilizzabile per la realizzazione di gioielli o altri oggetti di uso comune, per questo motivo viene integrato con altre leghe in modo da renderlo più resistente e facilmente lavorabile.

L’unità di misura dell’oro

Quando è in lega con altri metalli, la sua purezza si misura in carati o inmillesimi. Di seguito sono elencate tutte le carature esistenti:

8 CARATI = 333 MILLESIMI DI GRAMMO = TITOLO 333
9 CARATI = 375 MILLESIMI DI GRAMMO = TITOLO 375
12 CARATI = 500 MILLESIMI DI GRAMMO = TITOLO 500
14 CARATI = 585 MILLESIMI DI GRAMMO = TITOLO 585
18 CARATI = 750 MILLESIMI DI GRAMMO = TITOLO 750
22 CARATI = 916 MILLESIMI DI GRAMMO = TITOLO 916
24 CARATI = 999 MILLESIMI DI GRAMMO = TITOLO 999

La composizione dell’oro bianco

Il titolo più comunemente usato per i gioielli in Italia è 18 Carati o 750/1000.

Un gioiello in oro bianco 18Kt o 750% equivale a 750 millesimi di oro puro e 250 millesimi di rame e palladio, questo come spiegato in precedenza per conferire maggiore resistenza al gioiello e permettere di essere lavorato.

La composizione dell’oro giallo

Le leghe aggiunte all’oro giallo sono rame, argento e zinco quindi nei gioielli in oro giallo con titolo 18Kt o 750/1000 troveremo 750/1000 di oro puro e la rimanente parte 250/1000 di rame, argento e zinco.

Esempio: In un gioiello con titolo 8 Carati o 333/1000 avremo 333 millesimidi oro puro e il restante 667/1000 di altri metalli.

E’ bene precisare che anche i gioielli o gli orologi in oro bianco 18Kt o 750/1000 alle loro origini presentano un colore tendente al grigio, ma raggiungono un colore bianco splendente dopo il trattamento chimico chiamato rodiatura.

IMPORTANTE!

Ricorda che ogni gioiello in Oro deve aver inciso OBBLIGATORIAMENTE PER LEGGE il TITOLO (Es. 750%) del metallo e a fianco al titolo dei numeri che sono l’identificativo del fabbricante assegnato dall’ente preposto (regione e provincia del fabbricante).

Contattaci in qualsiasi momento per ogni tuo dubbio o curiosità, cercheremo di risponderti il prima possibile!

Se vuoi acquistare gioielli ESCLUSIVAMENTE in oro 18Ct  rigorosamente autentici e accompagnati da certificato di garanzia visita il nostro sito online Oggi in PROMOZIONE al 18% di sconto http://www.gioielleriamomentipreziosi.it/it/4-gioielli-in-oro
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Le caratteristiche fondamentali dei diamanti

I diamanti data la loro rarità sono classificati come le pietre più preziose al mondo. Di seguito sono elencate le caratteristiche principali:

Le quattro C

I quattro fattori che determinano il valore del diamante sono le quattro “C” ossia: colore, purezza, taglio e carati o peso.

Colore. Le gemme del tutto incolori e trasparenti, che sono le più pure, vengono definite “Colorless”, seguono le quasi incolori o “Near Colorless” e le colorate “Slighty Tinted”. I diamanti possono assumere quasi tutte le colorazioni, che sono dovute ad impurezze o difetti strutturali: il giallo ambrato e il marrone sono le più comuni, il rosso, il rosa e il blu sono le più rare. È da rilevare che i diamanti incolori non appaiono tali alla vista, in quanto le sfaccettature riflettono i colori dell’ambiente circostante; come per altre gemme incolori, muovendole, i colori cambiano rapidamente (questo effetto, molto intenso nei diamanti, è detto “brio” o “fuoco”).
I diamanti “neri” non sono veramente tali, ma piuttosto contengono numerose inclusioni che gli danno il loro aspetto scuro.
La colorazione più rara è quella dei diamanti rossi o rosa (che non raggiungono mai dimensioni notevoli), seguiti da quelli blu. I diamanti verdi sono estremamente rari. Di seguito una tabella con le sigle dei colori che si usano in gioielleria:

color1

 

Purezza. La purezza dei diamanti, si misura in base alle inclusioni e imperfezioni che presenta la pietra al suo interno.

Le inclusioni vengono generalmente chiamate “carboni”, tuttavia sono considerati difetti (le fessure naturali e le tracce di incipiente sfaldatura) della gemma originaria. In gioielleria la purezza dei diamanti viene misurata secondo la seguente tabella:

clarity

Taglio. Prima del taglio, il gemmologo dovrà tenere conto della forma di taglio, le proporzioni del taglio, la simmetria ed i difetti di lucidatura. I brillanti inferiori ad un carato sono stati suddivisi in tre categorie: “very good” (brillantezza eccezionale o con irrilevanti difetti); “good” (brillantezza leggermente inferiore con alcuni elementi più visibili); “poor” (scadente, con difetti più grandi e/o numerosi). Di seguito sono indicati i tipi di tagli utilizzati in gioielleria:

tagli diamanti

Carati: I carati di un diamante non sono altro che il peso della pietra, 1 carato equivale esattamente a 0,20 grammi. Quindi pesando la pietra potrete risalire facilmente alla sua caratura.

Il carato può essere suddiviso anche in grani che equivalgono a 1/20 di grammo, ed in punti che equivalgono ad 1/100 di carato.

La misura più comune in gioielleria è “in punti di carato” troverete spesso su un’ etichetta es. 0.05 che significa 5/100 di carato.

Vedi figura sotto:

solitario-in-oro-bianco-con-diamante-kt-005-nuovo-

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L’acciaio usato per produrre i gioielli

Partiamo dal punto che il 90% dei gioielli e degli orologi in commercio sono realizzati in acciaio 316 L (“L” sta per Low Carbon a basso contenuto di carbonio).

Di seguito sono indicati in percentuale tutti gli elementi che costituiscono la lega:

Acciaio 316 L:

Cromio (16,5/18,5%)

Nickel (10,5/13,5%)

Molibdeno(2/2,25%) C (< 0.03%)

Quindi se sei allergica ad uno dei materiali indicati sopra il consiglio è di evitare di acquistare il gioiello o l’orologio (in acciaio 316L) in modo da evitare possibili disturbi o fastidi.

CONSIGLIO: Se possiedi già degli orecchini in acciaio che ti provocano dolore all’interno del lobo dell’orecchio, un bracciale in acciaio o un orologio che ti causano prurito nella zona del polso, per eliminare o quantomeno alleviare il fastidio, spalma dello smalto trasparente in modo da non avere il contatto diretto con il metallo e riuscire ad indossarli.

L’acciaio 316 L detto anche “chirurgico” è molto utilizzato nella creazione dei gioielli per le seguenti caratteristiche:

E’ più duro di altri metalli

La sua composizione chimica lo rende quasi esente da graffi e permette ad esso di sopportare con maggiore efficienza gli elementi corrosivi come il sudore, la polvere e l’umidità. E’ quindi più difficile che venga danneggiato a differenza di oro e argento.

E’ Ipoallergenico

L’acciaio 316 L è un materiale altamente anallergico, il che significa che molto raramente le persone accusano reazioni allergiche a questo materiale. Per questo motivo viene usato molto anche in chirurgia.

Ottima resistenza alla corrosione;

Facilità di ripulitura e ottimo coefficiente igienico;

Facilmente lavorabile, forgiabile e saldabile;

In condizione di totale ricottura non si magnetizza.

 

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Trucchi per riconoscere i gioielli falsi

Una volta che conoscerai questi SEGRETI esclusivi che il 90% delle persone non sanno, saprai riconoscere in QUALSIASI MOMENTO l’autenticità dei tuoi gioielli che conservi da tempo o che hai intenzione di acquistare, [buona lettura]:

1. Innanzitutto bisogna conoscere la caratura o titolo dei gioielli, quindi la prima cosa da verificare è la caratura e il marchio inciso sul gioiello, questi sono elementi indispensabili e obbligatori per legge.
Di seguito sono indicate tutte le carature reali esistenti:
8 CARATI = 333 MILLESIMI DI GRAMMO = TITOLO 333
12 CARATI = 500 MILLESIMI DI GRAMMO = TITOLO 500
14 CARATI = 585 MILLESIMI DI GRAMMO = TITOLO 585
18 CARATI = 750 MILLESIMI DI GRAMMO = TITOLO 750
22 CARATI = 916 MILLESIMI DI GRAMMO = TITOLO 916
24 CARATI = 999 MILLESIMI DI GRAMMO = TITOLO 999
Se esaminando il gioiello con una lente di ingrandimento, noti a fianco al titolo e al logo dei numeri, questi sono l’identificativo del fabbricante assegnato dall’ente preposto (regione e provincia del fabbricante).
IMPORTANTE!
Se leggi la scritta 750 ma non è all’interno del simbolo indicato nella foto (rombo) allora il tuo gioiello non è autentico ma sicuramente un falso.
2. La seconda prova è di accertarti che il gioiello non sia sbiadito o scolorito. Ricorda, i gioielli in oro o argento presentano interamente un colore intenso e acceso, quindi con una piccola lima o carta abrasiva strofina su una parte del gioiello asportando anche un po’ di materiale, per accertarti che non siano presenti altri metalli sotto. 

3. Un ulteriore prova che ti consigliamo è di avvicinare il gioiello ad una calamita per assicurarti che non ci siano elementi di ferro o acciaio (esclusa la chiusura che ha la molla in acciaio) sotto un eventuale doratura.

4. La quarta ed ultima prova che ti da la certezza completa, è di acquistare una pietra paragone e una boccettina di acido specifico per testare l’oro o l’argento, ne esistono per tutte le carature esistenti.
Si strofina il gioiello sulla pietra e dopo aver posato l’acido sulla traccia affiorata, se questa scompare significa che il gioiello non è del materiale indicato sulla boccetta, al contrario se la traccia rimane il gioiello è autentico.

 

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